LA NAVIGAZIONE DEI NURAGICI

Le genti nuragiche seppero sfruttare la posizione della loro isola al centro del mediterraneo occidentale. I materiali importati in Sardegna rinvenuti nei siti nuragici, così come i materiali di produzione nuragica rinvenuti in insediamenti di altre culture sparsi sulle coste del Mediterraneo, testimoniano come i nuragici fossero ben inseriti nella rete di rotte commerciali dell’Età del Bronzo. A bordo di navi che non ci sono pervenute, i mercanti nuragici si allontanavano con le loro merci dalla Sardegna per incontrarsi con i loro omologhi nei mercati e negli empori che già nell’Età del Bronzo costellavano le isole e le coste del Mediterraneo.

La foto raffigura: il mare

LE NAVICELLE DI BRONZO

Tra le testimonianze più chiare della propensione alla navigazione delle genti nuragiche spiccano le navicelle in bronzo. Si tratta di bronzetti che riproducono le navi della Civiltà Nuragica: rappresentazioni stilizzate che tuttavia trasmettono importanti informazioni sulla marineria Sarda dell’età del bronzo. Le navicelle presentano spesso protomi di animali sulla prua, rappresentate nella sintesi formale tipica della bronzistica nuragica. Gli elementi funzionali alla navigazione appaiono rappresentati ridotti al minimo, spesso lo scafo è attraversato trasversalmente da un ponte, al centro del quale è posto un albero sormontato da un anello utile alla sospensione dell’oggetto. Elaborate balaustre ornano spesso le sponde, talvolta sormontate da animali terrestri o uccelli. Scafi piatti sembrano voler rappresentare imbarcazioni destinate alla navigazione in acque interne o a brevi tratti di costa, ma in altre forme slanciate, dagli scafi affusolati e sormontate da grandi alberi si riconoscono le navi attraverso le quali i Nuragici entrarono in contatto con gli altri popoli del Mediterraneo.

La foto raffigura: Riproduzione Navicella nuragica; Buoi aggiogati e contadino; Bronzo, X sec. a.C. - Credits: Stefano Passerini

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